- Tzvetan Todorov (1939-2017): Filosofo e saggista. Citato per il libro Noi e gli altri, riflette sul rapporto tra identità e alterità.
- François Bernier (1620-1688): Medico e viaggiatore. Fu il primo a usare il termine “razza” nell’accezione moderna (1684).
- Carlo Linneo (1707-1778): Medico e botanico. Padre della tassonomia, classificò le “varietà” umane basandosi su caratteri morfologici e colore della pelle.
- Joseph Arthur de Gobineau (1816-1882): Scrittore. Autore del Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane, teorizzò la superiorità della razza ariana.
- Michel Wieviorka (n. 1946): Sociologo. Esperto di ideologia razzista, ha studiato il ruolo delle misurazioni antropometriche nell’Ottocento.
- Paul Broca (1824-1880): Antropologo. Fondatore della Société d’anthropologie, inaugurò la craniologia per misurare l’intelligenza (teoria screditata).
- Cesare Lombroso (1835-1909): Medico e antropologo. Padre dell’antropologia criminale, teorizzò il “criminale nato” basandosi su tratti fisici.
- Alfredo Niceforo (1876-1960): Antropologo. Applicò le teorie lombrosiane per sostenere l’inferiorità razziale delle popolazioni del Sud Italia.
- Franz Boas: Antropologo. Autore di L’uomo primitivo, confutò scientificamente il legame tra razza e cultura. I suoi libri furono bruciati dai nazisti.
- Herman Lundborg (1868-1943): Medico svedese. Sostenitore della biologia razziale, schedò la popolazione Sámi (Lapponi).
- Luigi Luca Cavalli-Sforza (1922-2018): Genetista. Ha dimostrato scientificamente, tramite lo studio del DNA, l’inesistenza delle razze umane.
- Annamaria Rivera (n. 1945): Antropologa. Analizza le dinamiche del razzismo sociale e come le frustrazioni vengano scaricate sui gruppi marginali.
- Espérance Hakuzwimana Ripanti: Scrittrice e attivista. Autrice del brano sui “mali trasparenti”, testimonia il razzismo quotidiano in Italia.
- Malcolm X & Alex Haley: Attivista e scrittore. Citati per l’Autobiografia di Malcolm X e la lotta per i diritti civili.
- Nelson Mandela (1918-2013): Attivista e politico. Simbolo della lotta all’apartheid in Sudafrica.
- Adolf Hitler: Citato nel contesto del razzismo istituzionalizzato e della Shoah.
2. Etnia, Confini e Invenzione della Tradizione
Studiosi che hanno analizzato come i gruppi umani costruiscono la propria identità culturale.
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- Fredrik Barth (1928-2016): Antropologo norvegese. Fondamentale per la sua teoria sui “confini etnici”: l’etnia non è un dato oggettivo ma il frutto di interazioni e autodefinizioni.
- Jean-Loup Amselle (n. 1942) & Elikia M’Bokolo (n. 1944): Antropologo e storico. Hanno introdotto il concetto di “etnicizzazione” (l’etnia come invenzione coloniale, es. Hutu e Tutsi).
- Danielle Juteau (n. 1942): Studiosa. Ha affermato che “l’etnicità è l’umanità degli altri”, sottolineando l’uso discriminatorio del termine.
- Ugo Fabietti (1950-2017): Antropologo italiano. Ha analizzato la differenza tra pòlis (comunità politica) ed èthnos (gruppo fluido/barbaro) nell’antica Grecia.
- Ernest Gellner (1925-1995): Filosofo. Ha legato il concetto di nazione alla struttura dello Stato moderno.
- Eric J. Hobsbawm & Terence Ranger: Storici. Curatori de L’invenzione della tradizione, svelano come molte tradizioni (es. il kilt scozzese) siano recenti costruzioni.
- Hugh Trevor-Roper: Storico. Nel suo saggio spiega come il kilt scozzese fu inventato da un inglese (Thomas Rawlinson).
- Véronique Nahoum-Grappe: Antropologa. Ha studiato la “crudeltà” e l’uso politico dello stupro etnico nella ex-Jugoslavia.
- Ralph Linton: Antropologo. Autore del celebre brano sul “cittadino americano al 100%”, che dimostra come ogni cultura sia un mix di prestiti globali.
- Léon-Paul Classe: Arcivescovo citato nel contesto del Ruanda per la diffusione dell'”ipotesi camitica”.
3. Cibo e Identità
Autori che legano l’alimentazione alla cultura, alla memoria e alla società.
- Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826): Gastronomo. Fondatore delle scienze gastronomiche (Fisiologia del gusto).
- Plinio il Vecchio: Citato per Naturalis Historia.
- Carlo Petrini (n. 1949): Fondatore di Slow Food e dell’Università di Pollenzo.
- Arjun Appadurai (n. 1949): Antropologo. Definisce il cibo uno “strumento di rappresentazione collettiva”.
- Pierre Bourdieu: Sociologo. Collega le preferenze di gusto alla classe sociale di appartenenza.
- Roland Barthes (1915-1980): Semiologo. Analizza il cibo come sistema di comunicazione.
- Claude Lévi-Strauss: Antropologo strutturalista. Vede la cucina come un linguaggio che traduce la struttura della società.
- Mary Douglas (1921-2007): Antropologa. Ha studiato i divieti alimentari (es. kashrut ebraica) come marcatori di confini identitari.
- Massimo Montanari (n. 1949): Storico dell’alimentazione. Parla della cucina come “identità di gruppo”.
- Piercarlo Grimaldi (n. 1945): Antropologo. Si focalizza sui saperi tradizionali e la trasmissione orale delle ricette.
- David Sutton (n. 1963): Antropologo. Parla di “antropologia proustiana”: il cibo come veicolo di memoria (madeleine di Proust).
- Marcel Proust: Scrittore. Citato per l’episodio della madeleine che evoca ricordi involontari.
- David Le Breton (n. 1953): Antropologo. Definisce il cibo “oggetto sensoriale totale”.
- Paul Ariès (n. 1959): Scrittore. Critico della “mc-donaldizzazione” e dell’uomo senza memoria alimentare.
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