L'articolo analizza la crescita del 43% delle occupazioni abitative in Italia tra 2024 e 2026, interpretandola come sintomo di un conflitto sistemico tra rendita urbana e diritto all'abitare. Attraverso i dati ISTAT e Censis, si sviscera la spirale espulsiva che produce disagio e resistenza, confrontando modelli repressivi (Italia) con approcci sociali (Francia) e negoziali (Germania). La sociologia di Harvey, Appadurai e Habermas offre chiavi di lettura per una proposta di politiche abilitanti e partecipative, ispirate ai beni comuni di Ostrom, per trasformare l'occupazione da crimine a opportunità di inclusione.