Intervista a Syntex Morandi e alle Edizioni Karma
Un nuovo libro smonta il mito dello “studio per ore” e rivela le strategie scientifiche per imparare in metà tempo. Lo abbiamo presentato in anteprima.
di Redazione Sociologia.Altervista.org | 16 novembre 2025
Quante volte, come insegnanti o genitori, ci siamo trovati di fronte a questo paradosso: studenti che passano ore sui libri ma non riescono a trattenere le informazioni? Ragazzi intelligenti e volenterosi che sembrano “perdere” tutto ciò che studiano appena chiudono il quaderno?
La risposta potrebbe non essere nella mancanza di impegno, ma in un errore di metodo che affonda le radici nella nostra ignoranza su come funziona davvero il cervello umano.
Ne abbiamo parlato con Syntex Morandi, autore del nuovo libro “Il Codice Ebbinghaus – Chi sta costruendo tuo figlio?” (Edizioni Karma, 2025, disponibile su Amazon), e con l’editore delle Edizioni Karma, casa editrice specializzata in scienze umane e divulgazione scientifica di qualità.
L’ORIGINE: DALL’OSSERVAZIONE SUL CAMPO ALLA SCRITTURA
Sociologia.Altervista.org: Come nasce questo libro?
Syntex Morandi: «Nasce dalla frustrazione. Dalla frustrazione di vedere, anno dopo anno, ragazzi brillanti spegnersi gradualmente. Insegno antropologia e scienze umane in un liceo piemontese da diversi anni, e c’è una scena che si ripete con regolarità quasi rituale: lo studente che ha studiato per ore, che conosce il materiale, ma che davanti all’interrogazione va in panico e dimentica tutto.
Per molto tempo ho pensato fosse un problema di ansia, di concentrazione, di motivazione. Poi ho iniziato a studiare seriamente le neuroscienze cognitive e ho capito: il problema era il metodo. Stavano usando strumenti rotti per costruire qualcosa di prezioso.»
S.A.: Cosa intende per “strumenti rotti”?
S.M.: «Il cervello non è un hard disk. Non è un contenitore passivo dove archiviare informazioni aspettandosi che rimangano lì, immobili e disponibili. È un sistema vivente, dinamico, governato da leggi precise. Quando chiediamo a uno studente di “studiare” leggendo e rileggendo lo stesso capitolo per tre ore consecutive, stiamo chiedendo al suo cervello di fare qualcosa per cui non è progettato. È come pretendere che un’automobile voli: non è questione di quanto carburante ci metti, semplicemente non è fatta per quello.»
LA CURVA DELL’OBLIO: IL NEMICO INVISIBILE
S.A.: Nel libro parla molto della “Curva dell’Oblio” di Ebbinghaus. Di cosa si tratta?
S.M.: «Hermann Ebbinghaus era uno psicologo tedesco che nel 1885 condusse un esperimento rivoluzionario: studiò scientificamente come dimentichiamo. Scoprì che il cervello cancella circa il 70% delle informazioni apprese nelle prime 24 ore. Non per difetto, ma per design evolutivo. Il cervello è ottimizzato per dimenticare ciò che non sembra importante, per non sovraccaricarsi.
Questo significa che quando tuo figlio studia storia per quattro ore di fila il pomeriggio, il giorno dopo avrà già perso la maggior parte di quelle informazioni. Non perché è pigro. Non perché non si impegna. Ma perché sta combattendo contro la biologia del suo stesso cervello.»
Editore Edizioni Karma: «Quando Syntex ci ha proposto questo progetto, siamo rimasti colpiti dalla chiarezza con cui traduceva concetti complessi di neuroscienze in strategie pratiche. Non è il solito manuale scolastico teorico. È un libro che risponde a domande concrete che ogni genitore e ogni insegnante si pone quotidianamente.»
GLI “HACK”: COME BATTERE LA CURVA DELL’OBLIO
S.A.: Il sottotitolo parla di “hackerare” la curva dell’oblio. Come si fa?
S.M.: «Il libro presenta quattro strategie principali, tutte validate da decenni di ricerca neuroscientifica:
📌 HACK 1 – Apprendimento Distribuito
Invece di studiare quattro ore in un giorno, è infinitamente più efficace studiare un’ora al giorno per quattro giorni. Il cervello consolida meglio le informazioni quando ha tempo di “respirare” tra una sessione e l’altra. Faccio l’esempio delle pentole: se devi far bollire l’acqua, un fuoco costante ma moderato è più efficiente di una fiammata violenta seguita da niente.📌 HACK 2 – Il Superapprendimento
Vai oltre il punto in cui “sai” la cosa. I liutai di Cremona facevano ripetere agli apprendisti gli stessi gesti anche quando li avevano imparati, fino a renderli automatici. Così le informazioni si incidono più profondamente nella memoria a lungo termine.📌 HACK 3 – Effetto Seriale
Il cervello ricorda meglio l’inizio e la fine di una sessione di studio. Quindi è meglio fare sessioni brevi e multiple che una lunga maratona. Più “inizi” e “fini” crei, più ancore hai per recuperare le informazioni.📌 HACK 4 – Il Sonno
Il consolidamento delle memorie avviene principalmente durante il sonno. Studiare la sera prima di dormire è molto più efficace che studiare al mattino presto. E studiare prima di un esame all’alba è quasi inutile, perché non dai tempo al cervello di consolidare.»
S.A.: Sembra quasi troppo semplice…
S.M.: «È semplice una volta che conosci le regole. Ma richiede un cambiamento radicale di mentalità. Siamo cresciuti con il mito dello “studio intensivo”, delle nottate prima degli esami, del “se studi tanto funziona”. Le neuroscienze dicono esattamente il contrario: studiare tanto in poco tempo è il modo peggiore di imparare. Studiare poco ma nei momenti giusti è il modo migliore.»
OLTRE LA MEMORIA: STRESS, EMOZIONI E APPRENDIMENTO
S.A.: Il libro non parla solo di tecniche mnemoniche…
S.M.: «Assolutamente no. Dedico interi capitoli al ruolo dell’amigdala, la “sentinella del cervello” che gestisce le emozioni. Quando uno studente è in ansia durante un’interrogazione, l’amigdala va in iperattivazione e letteralmente blocca l’accesso all’ippocampo, la zona che recupera i ricordi. È per questo che tanti ragazzi “sapevano ma non gli è venuto in mente”: non è una scusa, è fisiologia.
Parlo anche della memoria procedurale, quella che usiamo per andare in bicicletta o suonare uno strumento. È la memoria più potente che abbiamo, eppure quasi mai la applichiamo allo studio. E dei meccanismi di rimozione freudiana, di come il cervello “sceglie” attivamente di dimenticare cose troppo dolorose o minacciose.
Il libro include anche casi clinici estremi – l’amnesia anterograda del film “Memento”, l’Alzheimer – per mostrare cosa succede quando questi meccanismi si rompono. Capire le patologie ci aiuta a capire il funzionamento normale.»
UN APPROCCIO ANTROPOLOGICO ALLO STUDIO
S.A.: Lei insegna antropologia. Come si riflette questa prospettiva nel libro?
S.M.: «L’antropologia mi ha insegnato a guardare i sistemi culturali invece che i singoli comportamenti. Il problema dello studio inefficace non è individuale: è sistemico. È un intero modello culturale di apprendimento che va contro la biologia.
Nel libro parlo della “memoria ponte”, dal griot africano allo smartphone. Come le culture orali hanno sviluppato strategie mnemoniche sofisticatissime – ripetizione ritmica, narrazione, emozione – che noi abbiamo dimenticato quando abbiamo inventato la scrittura. E ora, con la tecnologia digitale, abbiamo esternalizzato così tanto la memoria che molti ragazzi non sanno più come costruirsene una interna.
C’è un intero capitolo dove cito Ernesto De Martino e la sua analisi della “crisi della presenza”. Quando uno studente dice “mi sono bloccato” durante un’interrogazione, sta vivendo una micro-crisi della presenza, un momento in cui il sé si destruttura sotto pressione. Capire questo in termini antropologici, non solo neurologici, ci permette di intervenire meglio.»
Editore Edizioni Karma: «È proprio questo incrocio tra neuroscienze, antropologia e pedagogia pratica che rende il libro unico. Non è solo un manuale di tecniche. È una riflessione profonda su come costruiamo la conoscenza in un’epoca di sovraccarico informativo.»
IL PUBBLICO: A CHI SI RIVOLGE IL LIBRO?
S.A.: Chi dovrebbe leggere questo libro?
S.M.: «Tre categorie principali:
1. Genitori di liceali che vedono i loro figli soffrire, che assistono impotenti a pomeriggi persi sui libri senza risultati. Il libro gli dà strumenti concreti per aiutare davvero, non solo dire “studia di più”.
2. Insegnanti che vogliono capire perché certi metodi didattici funzionano e altri no. Capire la Curva dell’Oblio cambia radicalmente come strutturi un programma, come dai i compiti, come valuti.
3. Gli studenti stessi, quelli delle superiori o dell’università, che sono stanchi di sprecare energie. Il libro è scritto in modo accessibile anche per un sedicenne. Anzi, prima lo leggono meglio è.»
Editore Edizioni Karma: «Aggiungo una quarta categoria: tutti quelli che lavorano con l’apprendimento degli adulti. La formazione aziendale, i corsi professionali, l’aggiornamento continuo. Le leggi del cervello sono le stesse a 16 come a 45 anni. Se devi formare i tuoi dipendenti o aggiornarti professionalmente, questi principi ti fanno risparmiare tempo e soldi.»
DALLA TEORIA ALLA PRATICA: APPLICAZIONI CONCRETE
S.A.: Può farci un esempio pratico di come applicare questi principi?
S.M.: «Certo. Scenario classico: tuo figlio ha un’interrogazione di storia venerdì su tre capitoli. Il modo tradizionale sarebbe studiare tutto giovedì pomeriggio/sera. 4-5 ore di fila.
Il metodo Ebbinghaus invece dice:
- Lunedì sera: prima lettura del materiale, 45 minuti. Non cercare di memorizzare tutto, solo familiarizzare.
- Martedì sera: seconda passata, 30 minuti. Sottolinea i concetti chiave, fai schemi.
- Mercoledì sera: quiz e ripasso attivo, 40 minuti. Chiudi il libro e prova a ricostruire da zero.
- Giovedì sera: ultima ripassata, 20 minuti. Solo i punti critici, poi vai a dormire presto.
Totale: 2 ore e 15 minuti distribuiti. Meno della metà del tempo, risultati doppi. Perché ogni sessione rinforza la precedente prima che la Curva dell’Oblio faccia danni.
E la sera prima dell’interrogazione? Riposo. Il consolidamento avviene nel sonno. Studiare fino a tardi è controproducente.»
L’EREDITÀ PIEMONTESE: DA OLIVETTI AL CODICE EBBINGHAUS
S.A.: Nel libro cita spesso Adriano Olivetti e la tradizione industriale piemontese. Perché?
S.M.: «Perché Olivetti aveva capito una cosa fondamentale: non basta avere buone idee o lavoratori dediti. Bisogna che il sistema funzioni secondo le leggi dell’essere umano, non contro di esse.
La fabbrica di Ivrea non era solo un luogo di produzione: era un organismo dove ogni parte aveva senso in relazione alle altre. L’architettura, i tempi di lavoro, gli spazi comuni, tutto rifletteva una comprensione profonda di come funziona l’essere umano quando lavora.
Ecco, quella stessa comprensione profonda manca nel modo in cui affrontiamo l’apprendimento. Continuiamo a usare modelli ottocenteschi – la lezione frontale, lo studio solitario, l’esame come rito di passaggio – senza chiederci se sono ottimali per come funziona davvero il cervello.
Il Piemonte ha dato i natali a Pavese, a De Martino, a Olivetti. A persone che hanno saputo unire rigore tecnico e visione umanistica. Questo libro cerca di stare in quella tradizione.»
LA SFIDA DELLA SCRITTURA: UMANO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
S.A.: Nella nota dell’autore si legge che ha usato l’intelligenza artificiale come “partner di scrittura”. Può spiegare?
S.M.: «Ho scelto di essere trasparente su questo. L’AI mi ha permesso di tessere insieme vasti riferimenti teorici – da Ebbinghaus a Freud, da Pavlov alle neuroscienze contemporanee – mantenendo coerenza narrativa su un testo molto lungo. È come avere un assistente di ricerca instancabile che non si stanca mai.
Ma la visione è mia. La tesi è mia. L’esperienza sul campo è mia. L’editing finale è mio. L’AI è uno strumento, potentissimo, ma sempre uno strumento. Come un martello più preciso non rende l’artigiano inutile, ma gli permette di fare meglio il suo lavoro.
E ho scelto uno pseudonimo – Syntex Morandi – proprio per quella libertà espressiva necessaria per affrontare temi delicati. Potevo parlare di fallimenti scolastici, di ansia adolescenziale, di genitori frustrati, senza autocensure.»
Editore Edizioni Karma: «Questa trasparenza è importante. Molti autori usano AI ma non lo dicono. Syntex ha scelto l’onestà intellettuale. Il risultato è un testo che unisce la profondità dell’esperienza umana alla precisione dell’elaborazione AI. È il futuro della saggistica divulgativa.»
DISPONIBILITÀ E COME ACQUISTARE
“Il Codice Ebbinghaus – Chi sta costruendo tuo figlio?” è disponibile in formato cartaceo ed ebook su Amazon.
📚 INFO LIBRO
Titolo: Il Codice Ebbinghaus – Chi sta “costruendo” tuo figlio?
Sottotitolo: Hackerare la Curva dell’Oblio. La scienza per studiare in metà tempo e ricordare tutto. (Niente più pomeriggi persi).
Autore: Syntex Morandi
Editore: Edizioni Karma
Anno: 2025
Pagine: 280 circa
Disponibile su: Amazon (clicca qui)
PERCHÉ DOVRESTI LEGGERLO (E REGALARLO)
Se sei un genitore che ha mai pensato “mio figlio studia ma non rende”, questo libro ti darà risposte concrete.
Se sei un insegnante stanco di vedere talenti sprecati, questo libro ti darà strumenti per intervenire davvero.
Se sei uno studente che sente di lavorare il doppio per ottenere la metà, questo libro ti farà risparmiare centinaia di ore.
Non è un libro di teoria astratta. È un manuale operativo basato su 140 anni di ricerca scientifica applicata alla realtà quotidiana delle scuole italiane.
Non è un libro di “trucchi” o scorciatoie. È una spiegazione onesta di come funziona davvero il cervello quando impara, e di come lavorare con la biologia invece che contro.
Non è un libro che promette miracoli. È un libro che promette metodo. E il metodo, quando è scientifico, funziona.
L’intervista è stata condotta via email nel novembre 2025. Le Edizioni Karma sono una casa editrice indipendente specializzata in scienze umane, antropologia culturale, psicologia e divulgazione scientifica di qualità.
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«Ciò che oggi si sa fare insieme, domani si sa fare da soli» — per Vygotskij si impara davvero solo nello scambio con gli altri.
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