Sociologia e Filosofia: Crisi e Trasformazioni tra ‘800 e ‘900

Questo documento di briefing analizza le principali correnti di pensiero sociologico e filosofico emerse tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali. Le fonti esaminate offrono una panoramica dettagliata sui padri fondatori della sociologia (Comte, Marx, Durkheim, Weber, Simmel), sulle scuole di pensiero successive (Scuola di Chicago, Elitismo italiano, Scuola di Francoforte, Funzionalismo) e su figure filosofiche cruciali (Schopenhauer, Kierkegaard, Nietzsche, Freud, Dilthey) che hanno contribuito a ridefinire la comprensione dell’uomo e della società. Si affrontano anche concetti chiave come metodologia, gruppi sociali, cultura, migrazioni, stratificazione sociale, genere, mutamento sociale e movimenti sociali, con un’appendice sulle implicazioni sociologiche e filosofiche della pandemia di COVID-19.

Sezione 1: I Classici della Sociologia e le Loro Fondazioni

1. Auguste Comte e il Positivismo

Auguste Comte è universalmente riconosciuto come il fondatore del pensiero positivista e il coniatore del termine “sociologia”. La sua visione si basa sull’assunto che solo lo studio dei fenomeni fisici fosse meritevole di attenzione, estendendo il metodo sperimentale delle scienze naturali all’intero sapere umano, incluse le scienze sociali.

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  • Obiettivo della Sociologia: Identificare le leggi che regolano le interazioni umane per governarle e migliorare la società. Comte vedeva la società come un organismo vivente, dove la collaborazione è la condizione naturale e il conflitto una patologia da rimuovere.
  • Legge dei Tre Stadi: Comte ha individuato tre stadi nello sviluppo della conoscenza e della storia umana:
  • Stadio Teologico: La realtà è spiegata da forze sovrannaturali.
  • Stadio Filosofico (Metafisico): La realtà è spiegata da principi astratti, una fase transitoria critica, associata all’Illuminismo e ai disordini sociali.
  • Stadio Positivo: Tutto è spiegato attraverso l’osservazione empirica e scientifica. Questo è lo stadio “normale” e finale, dove la sociologia (la “fisica sociale”) assume il ruolo di guida per una società armonica, sotto la direzione di scienziati e industriali.
  • Visione Antropologica: Comte è ostile a visioni critico-soggettive, sostenendo il primato assoluto della società sull’individuo, anticipando il concetto di “fatto sociale” di Durkheim.

2. Karl Marx: Critica Radicale e Materialismo Storico

Karl Marx è presentato come il “grande arrabbiato del secolo”, un “filosofo del sospetto” che dedicò la sua opera alla critica radicale dell’ordine costituito, in netto contrasto con Comte.

  • Fonti del Pensiero: Il pensiero marxiano attinge da economisti classici (Malthus, Ricardo), eventi storici (Rivoluzione francese, Rivoluzione industriale), la sinistra hegeliana (pur distanziandosene per il suo materialismo), gli utopisti francesi (Saint-Simon) e storiografi “borghesi” (per il concetto di classe).
  • Materialismo Storico: Marx inverte il rapporto hegeliano tra idee e realtà con la teoria del rispecchiamento, secondo cui cultura, diritto, filosofia e arte sono “sovrastrutture” condizionate dalla “struttura” economica dei rapporti di produzione, a vantaggio della classe dominante.
  • Lotta di Classe: Concetto centrale per Marx, derivante dall’inconciliabilità degli interessi tra classi diverse. La storia è intesa come una successione di lotte di classe.
  • Alienazione e Caduta Tendenziale del Saggio di Profitto: L’industrializzazione aliena l’operaio dal prodotto del suo lavoro. Il capitalismo genera profitto attraverso il plusvalore (il lavoratore è pagato solo per una parte del suo tempo). Questo processo porta alla caduta tendenziale del profitto, alla concentrazione della ricchezza e all’impoverimento della maggioranza, culminando nella rivolta proletaria e l’abolizione della proprietà privata per una società comunista.
  • Ideologia: Espressione della classe dominante, una “falsa coscienza” che giustifica la struttura economica e perpetua le gerarchie. È uno strumento di legittimazione del potere e di creazione di consenso.

3. Émile Durkheim: Coesione Sociale e Fatti Sociali

Durkheim è la figura centrale nell’istituzionalizzazione della sociologia tra il 1890 e il 1910, con l’obiettivo di “fondare la sociologia”.

  • Problema Fondamentale: Come una società mantiene la sua coesione. La società è concepita come un “ordine morale”, preesistente a ogni contratto. La morale è un insieme di valori, credenze e norme imposte dalla società e spontaneamente rispettate.
  • Fatti Sociali: Oggetto di studio della sociologia durkheimiana. Sono fenomeni che esistono al di là degli individui ma li condizionano irresistibilmente (es. linguaggio, costumi, leggi, religione). I fatti sociali svolgono una funzione all’interno della società, e la devianza stessa può rafforzare le norme sociali o portare a nuove.
  • Divisione del Lavoro Sociale: Nelle società semplici (bassa divisione del lavoro, bassa individualizzazione) si ha una “solidarietà meccanica”. Nelle società complesse (alta divisione del lavoro, alta individualizzazione, maggiore densità sociale) si sviluppa una “solidarietà organica”, che può portare a una minore coesione sociale e, nel peggiore dei casi, all’anomia (mancanza di norme sociali condivise).
  • Il Suicidio: Durkheim lo analizza come fenomeno sociale, correlandone il tasso al grado di coesione sociale, negandone l’origine psicopatologica individuale.
  • La Religione: La religione è un “fatto sociale” che distingue il sacro dal profano. Le credenze e i riti religiosi rafforzano la solidarietà del gruppo e fondano gli ideali collettivi. Gli uomini adorano la potenza trascendente della società stessa. La secolarizzazione e l’evoluzione sociale mettono in discussione questo potente collante.

4. Georg Simmel: Interazione, Forme Sociali e Conflitto

Simmel, un outsider accademico con un retroterra neokantiano, si distingue da Durkheim per il suo focus sul rapporto tra individuo e mondo circostante.

  • Società come Interazione: Per Simmel, la società è un “complesso di relazioni che gli individui creano nella loro interazione”. La sociologia studia le “forme” e i “modi” di queste interazioni.
  • Forma e Vita: La vita ha un bisogno costante di cristallizzare le interazioni in “forme” (processo di sociazione), ma queste non riescono a contenerla permanentemente, richiedendo un mutamento costante. Questa è la “tragicità dell’esistere simmeliano”.
  • Wechselwirkung (Effetto di Reciprocità): Le relazioni sono regolate da una reciproca influenza tra gli individui.
  • A priori sociologici:Rapporto tra soggetto e altro (l’altro è colto solo nelle categorie in cui lo si inserisce).
  • Unità dialettica tra individuo e contesto sociale (l’individuo entra solo in parte nella società).
  • Stratificazione sociale (ogni individuo ha un ruolo che è una forma della realtà).
  • La Metropoli: L’intensificazione della vita nervosa nelle grandi città causa un aumento di stimoli, predominio della ragione sulla sensibilità, ipertrofia dell’intelletto (Verstand) e la nascita dell’uomo “blasé”, indifferente al valore delle cose.
  • Tipi Sociali: Forme modellate dalle relazioni e aspettative reciproche (es. lo straniero, il povero, il mediatore). Il povero esiste come tale solo quando la società lo riconosce attraverso l’assistenza.
  • Conflitto: A differenza di Comte e Durkheim, Simmel vede il conflitto come un elemento positivo e socializzante, derivante dalle contraddizioni naturali dell’unità sociale, capace di autolimitarsi e non essere distruttivo.
  • Religione: Distingue tra “religiosità” (elemento costitutivo dell’anima, un “ritmo dell’interiorità”) e “religione” (la cristallizzazione formale e istituzionalizzata della religiosità).

5. Max Weber: Sociologia Comprendente, Azione Sociale e Razionalizzazione

Weber è forse il sociologo più influente del XX secolo, interessato al metodo, alla genesi della civiltà occidentale e alla definizione sistematica dei concetti sociologici.

  • Sociologia Comprendente: Definisce la sociologia come la scienza che “si propone di intendere in virtù di un processo interpretativo l’agire sociale, e quindi di spiegarlo causalmente nel suo corso e nei suoi effetti” (Verstehen). Rifiuta il metodo delle scienze naturali.
  • Azione Sociale e Idealtipi: L’agire sociale è orientato all’atteggiamento degli altri. Gli idealtipi sono concetti astratti che sintetizzano azioni sociali simili, utili per la comprensione, e possono essere individualità storiche, fenomeni generali o astrazioni generalissime.
  • Tipi di Agire Sociale:Razionale rispetto allo scopo: Calcola i mezzi per raggiungere un obiettivo.
  • Razionale rispetto al valore: Orientato dalla credenza in un valore in sé (es. religioso, etico).
  • Affettivo: Determinato da uno stato d’animo.
  • Tradizionale: Dettato da abitudine.
  • Weber osserva il crescente predominio dell’agire razionale rispetto allo scopo nella modernità, portando alla “razionalizzazione del mondo”.
  • Capitalismo: Definito come agire capitalistico quando si basa sull’aspettativa di guadagno dallo sfruttamento delle congiunture di scambio, e sull’organizzazione razionale del lavoro formalmente libero. Lo “spirito del capitalismo” nasce dall’etica protestante, in particolare dal Calvinismo, che enfatizza il lavoro professionale come vocazione e l’accumulo metodico di profitto come segno di predestinazione.
  • Avalutatività delle Scienze Sociali: Il ricercatore deve riferirsi ai valori, ma deve saper riconoscere i propri e “metterli tra parentesi” per tutelare l’oggettività scientifica, distinguendo tra “riferimento al valore” e “giudizio di valore”.
  • Relazioni Sociali: Azioni sociali reciprocamente orientate. Relazioni costanti formano comunità (senso di appartenenza) o società (convergenza di interessi razionali).
  • Stato e Legittimazione del Potere: Lo Stato è il raggruppamento politico che detiene il monopolio della violenza legittima su un territorio. La legittimità del potere (Herrschaft) può essere tradizionale, carismatica o razional-legale.
  • Burocrazia: Prodotto del potere razional-legale, un’organizzazione permanente di individui che cooperano per compiti amministrativi, basata su regolamentazione, gerarchia, impersonalità e reclutamento meritocratico. È efficace ma può spersonalizzare le funzioni e sfavorire l’innovazione.
  • Stratificazione Sociale: Avviene in tre ordini:
  • Economico (Classe): Possibilità di procurarsi beni economici, definita in relazione al mercato.
  • Culturale (Ceto): Status sociale particolare, legato allo stile di vita, non vincolato alla posizione economica.
  • Politico: Differenze nelle cariche e gerarchie interne.
  • Disincanto del Mondo: La razionalizzazione porta a una crescente fiducia nella ragione e al “disincanto” del mondo, con la perdita del mistero e della connessione tra uomo e natura, a fronte di una nuova etica basata sulla responsabilità individuale.

Sezione 2: Scuole e Correnti del XX Secolo

1. La Scuola di Chicago

La prima scuola di sociologia americana, caratterizzata dall’integrazione tra teoria e ricerca empirica, con una forte influenza del pragmatismo radicale e l’interesse per i fenomeni sociali urbani.

  • Origini: Precedente nella Hull House di Jane Addams (1889), casa di accoglienza per poveri e minori, che ha dato vita al movimento delle settlement houses e ha fornito una base per il femminismo culturale.
  • Approccio: Empirico con finalità sociali, istituzionalizzazione della sociologia come scienza esatta, interpretazione dei nuovi fenomeni sociali americani (es. l’immigrazione con “Il contadino polacco”).
  • Metodologia: Attenzione al rapporto tra soggettività e oggettività, con l’analisi del soggetto tramite storie di vita e documenti. Riprendendo Weber (Verstehen), William Thomas affermava che “se gli uomini ritengono reali certe situazioni, allora esse saranno reali nelle loro conseguenze”.
  • Ambiente di Studio: L’ambiente urbano, con metodologie miste. Rivalutazione della sociologia come strumento per le politiche sociali, con un approccio microsociologico, qualitativo (nascita dell’ “osservazione partecipante”) ed “ecologico”.
  • Robert Park: Animatore della Scuola. Proveniente dal giornalismo, ha portato attenzione ai processi comunicativi e ai dettagli della vita urbana. Concetto di “mobilità” come vivacità spirituale, ma anche disorganizzazione sociale e creazione di “aree naturali” nella città.

2. L’Elitismo Italiano

Una teoria dominante nella sociologia italiana tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, con fondatori come Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto e Roberto Michels.

  • Approccio: Realista, con grande attenzione al funzionamento del potere e ai conflitti sociali. Elabora una teoria del conflitto che privilegia la gerarchia politica su quella economica, sostituendo alla lotta di classe la dialettica tra governanti e governati.
  • Concetto Centrale: In tutte le organizzazioni sociali esiste una minoranza di governanti e una maggioranza di governati. Questo assetto deriva da una combinazione di capacità, risorse e organizzazione.
  • Critica al Marxismo: Rifiuto dell’utopia della società senza classi e dell’analisi esclusivamente economicistica. Il conflitto sociale è visto come una lotta tra nuova minoranza e vecchia minoranza.
  • Gaetano Mosca: Definisce le minoranze governanti come “classi politiche”, divise in uno strato superiore (potere “materiale”) e uno inferiore (potere “intellettuale”). Le classi politiche si perpetuano attraverso la “tendenza aristocratica” (cooptazione) e si rinnovano attraverso la “tendenza democratica” (elezioni). La “formula politica” è una giustificazione morale del potere.
  • Vilfredo Pareto: Parla di “élite” (coloro che hanno raggiunto gli indici più elevati nei loro campi). Critica il positivismo sociale e l’idea dell’homo oeconomicus, esplorando la parte irrazionale dell’uomo.
  • Azioni Logiche e Non-Logiche: Le azioni non-logiche (la maggioranza) sono guidate da “residui” (elementi motori, strutture psichiche innate, come l’istinto alle combinazioni e la persistenza degli aggregati) e giustificate da “derivazioni” (spiegazioni logicizzanti).
  • Circolazione delle Élite: Le élite di governo influenzano le decisioni politiche. Il conflitto tra élite vecchie e nuove e la loro circolazione sono indispensabili per l’equilibrio sociale. Le “volpi” (capacità di inganno) e i “leoni” (uso della forza) sono archetipi machiavelliani per descrivere i modi di acquisizione e mantenimento del potere. Pareto si colloca tra i conflittualisti e i positivisti, credendo in un equilibrio sociale dinamico basato sul conflitto.

3. Antonio Gramsci: Egemonia e Fordismo

Gramsci, teorico dell’insurrezione operaia e esponente del Partito Comunista d’Italia, ha rielaborato il marxismo in chiave antidogmatica.

  • Rielaborazione del Marxismo: Introduce concetti come “fordismo”, “società civile” ed “egemonia”, valorizzando il ruolo della cultura.
  • Fordismo: Trasformazioni del modo di produzione capitalista (applicazione del taylorismo e aumento dei salari per attenuare le istanze rivoluzionarie, integrando l’operaio nella società dei consumi).
  • Egemonia: Capacità della classe dominante di diffondere una cultura congruente con i propri valori e interessi, creando consenso. La lotta di classe deve spostare il focus sulla costruzione di una cultura alternativa, modificando il “senso comune” nella società civile.
  • Ostilità alla Sociologia: Gramsci vedeva la sociologia identificata con il positivismo, ma proponeva una “scienza della società” orientata all’azione e al ruolo del soggetto storico.

4. La Scuola di Francoforte: Teoria Critica e Razionalizzazione

Una delle più importanti imprese collettive della sociologia del XX secolo, nata dall’Istituto per la Ricerca Sociale.

  • Obiettivo: Rinnovare la ricerca sociale marxista, integrando elementi della psicanalisi freudiana e le considerazioni weberiane sulla razionalizzazione del mondo, per sviluppare una “teoria critica della società”.
  • Origini Marxiste: Inizialmente focus sull’analisi dei nuovi sviluppi del capitalismo e la latenza rivoluzionaria. Con l’abdicazione del ruolo rivoluzionario della classe operaia, l’attenzione si sposta sul “perché la rivoluzione non avvenga”.
  • Integrazione della Psicanalisi: Erich Fromm (“Studi sull’autorità e la famiglia”) analizza come la famiglia del tardo capitalismo formi individui incapaci di esprimere gli impulsi libidici, creando il “carattere autoritario” che cerca capri espiatori. Marcuse (“Eros e Civiltà”) critica la “desublimazione repressiva” nella società capitalista.
  • Critica della Razionalizzazione: Riprendendo Weber, Horkheimer (“Eclisse della ragione”) vede la razionalizzazione come riduzione della ragione a intelletto, perdendo le facoltà critiche. In “Dialettica dell’Illuminismo” (Adorno e Horkheimer), l’Illuminismo stesso è criticato per aver ridotto tutto alla razionalità e a una logica di dominio sulla natura, annullando il senso della vita al di fuori del dominio tecnico.
  • Industria Culturale: Il capitalismo maturo amministra lo svago, trasformando la cultura in merce e veicolo di adattamento all’ordine esistente.
  • Critica dell’Esperienza e “Semicultura”: Benjamin (“L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”) nota la perdita dell’aura di unicità dell’arte. L’aumento degli stimoli nella vita moderna porta alla “sterilizzazione” dell’esperienza, riducendola a informazioni frammentate (Adorno e il concetto di “semicultura”).
  • Jürgen Habermas: Rappresentante della seconda generazione. Introduce il concetto di “sfera pubblica” come spazio di discorsi accessibili a tutti e distingue tra “razionalità strumentale” (lavoro, sapere tecnico) e “razionalità comunicativa” (linguaggio, emancipazione). La modernità è un progetto incompiuto.

5. Lo Struttural-Funzionalismo (Parsons e Merton)

Considerata la scuola più tipica americana, affonda le sue radici nell’antropologia sociale britannica.

  • Talcott Parsons: Propone una “grande teorizzazione” della società. La sua “analisi funzionale” vede ogni fenomeno sociale svolgere un ruolo vitale per il sistema. L’interesse principale è l’integrazione sociale e la stabilità del sistema, considerando ogni tensione come patologica.
  • Ordine Sociale: Possibile grazie a un sistema di valori condivisi (simile alla coscienza collettiva durkheimiana) e all’interiorizzazione delle norme sociali (ispirato al Super-io freudiano).
  • Azione Sociale: Individuo sottoposto a pressione sociale, agisce spesso in modo non-razionale, limitato da mezzi e orientamenti normativi (norme, valori, credenze).
  • Schema AGIL: Funzioni essenziali per la sopravvivenza e il mantenimento del sistema sociale: Adattamento (economia), Goal attainment (politica), Integrazione (valori), Latenza (socializzazione). La latenza è cruciale ma fragile.
  • Mutamento Sociale: Di lungo periodo (aumento di differenziazione e complessità) e di medio periodo (tensioni interne alla mobilità sociale che tornano all’equilibrio). Parsons è criticato per aver eliminato il conflitto.
  • Robert Merton: Critica i postulati del funzionalismo di Parsons (unità funzionale, funzionalismo universale, indispensabilità).
  • Teorie a Medio Raggio: Necessità di teorie intermedie tra le grandi teorizzazioni e l’empirismo microsociologico.
  • Funzione/Disfunzione, Palese/Latente: Introduce la differenziazione tra funzione (positiva) e disfunzione (negativa), e tra funzioni palesi (intenzionali e riconosciute) e latenti (non intenzionali e non riconosciute).
  • Teoria della Tensione: Il conflitto nasce dalla mancata integrazione tra struttura sociale e struttura culturale. La “devianza” emerge quando la cultura propone obiettivi diversi da quelli raggiungibili con le norme sociali (es. anomia nella società americana). Merton individua diverse risposte devianti: conformità, innovazione, ritualismo, rinuncia, ribellione.

6. Erving Goffman: Interazionismo Simbolico e Analisi Drammaturgica

Sociologo interazionista simbolico, ha contribuito in modo determinante alla teoria dei ruoli.

  • Approccio Drammaturgico: La vita quotidiana è una rappresentazione teatrale. Gli individui sono attori che interpretano ruoli all’interno di “cornici cognitive” (frames). La realtà è una finzione e una costruzione.
  • Retroscene e Palcoscenico: Gli aspetti inaccettabili di sé sono lasciati “dietro le quinte”, mentre sul “palcoscenico” si porta solo ciò che serve per dare un’idea coerente di sé. Questo si manifesta tramite cerimoniali, riti, cortesia e tatto.
  • Teoria dell’Etichettamento: Riprende la distinzione di Le Mert tra devianza primaria (normalizzata) e secondaria (comporta giudizio altrui). Il processo di etichettamento porta il soggetto ad assumere un ruolo deviante.
  • Istituzioni Totali: Luoghi in cui la vita del singolo è totalmente regolata e chiusa al mondo esterno, dove si “impara a essere” malati mentali (es. manicomi, analizzati in “Asylum”). Il sé degli internati è semplificato e la personalità scompare, ma gli individui cercano di riaffermare la propria autonomia attraverso gesti elementari.

Sezione 3: Concetti Chiave e Temi Trasversali

1. Metodologia della Ricerca Sociale

La questione del metodo è centrale nella sociologia, influenzata dal concetto di paradigma di Thomas Kuhn (ontologia, epistemologia, metodologia). Le scienze sociali sono multi-paradigmatiche.

  • Paradigma Positivista: Realismo ingenuo, realtà conoscibile attraverso i sensi. Dualismo soggetto/oggetto. Metodologia induttivista sperimentale (Comte, Durkheim e il suo olismo metodologico).
  • Paradigma Neopositivista: Realismo critico, conoscenza probabilistica e condizionale. Metodo deduttivista (Popper, Lazarsfeld). Ha dato origine al funzionalismo della East Coast (Parsons, Merton).
  • Paradigma Ermeneutico/Interazionista: Realtà sociale come prodotto degli individui, impossibilità di conoscenza obiettiva (Weber e il Verstehen, Dilthey). La metodologia si sposta verso l’empatismo e il riconoscimento del valore che gli attori sociali danno alle proprie azioni.
  • Interazionismo Simbolico: (Mead, Blumer) Azione sociale motivata dal significato attribuito alle cose, significato derivato dalle interazioni sociali, elaborazione del significato attraverso processi interpretativi. Studio ravvicinato dei fenomeni nei contesti naturali, Ground-theory.
  • Sociologia Fenomenologica: (Schutz) La realtà è un sistema costruito socialmente tramite la tipizzazione.
  • Etno-metodologia: (Garfinkel) Progettazione delle azioni entro la propria realtà sociale.
  • Fasi della Ricerca: Scelta del problema, elaborazione del disegno, raccolta dati (primari/secondari), analisi e codifica, interpretazione dei risultati.
  • Tecniche: Quantitative (matematizzazione, statistiche, sondaggi, esperimenti) e qualitative (osservazione partecipata, interviste, focus group), sviluppate in seno all’interazionismo (es. “Il contadino polacco”).

2. Gruppi Sociali

Insiemi di persone che interagiscono abitualmente, consapevoli della loro natura di gruppo, con una struttura sociale interna.

  • Rapporti di Potere: Simmel descrive la relazione di dominio come circolare e bidirezionale. La dominanza di un membro è data dal maggiore coinvolgimento personale.
  • Posizioni: Esterni (indifferente, straniero, estraneo), Interni (emarginato, partecipato, leadership).
  • Tipi: Primari (famiglia, legami forti) e Secondari (organizzazioni, burocrazia, legami transitori e impersonali). Le società comunitarie prevalgono i primi, quelle associative i secondi.
  • Studi sui Gruppi: Esperimenti come gli Stabilimenti Hawthorne e “American Soldier” sulle dinamiche informali, e esperimenti con risvolti etici complessi come quello di Milgram e di Stanford.

3. Altre Differenziazioni Sociali

  • Categoria: Costruzioni del pensiero che associano persone con caratteristiche comuni ma non necessariamente in contatto (es. opinione pubblica).
  • Teoria Ipodermica: Pubblico influenzabile e isolato.
  • Teoria dei Due Livelli: Introduce gli opinion-leaders tra media e pubblico.
  • Massa: Insieme di individui con comportamenti comuni, statici e uniformi, eterodiretti per mancanza di organizzazione (da non confondere con la folla, dove gli individui mantengono singolarità e si influenzano reciprocamente).
  • Aggregato Sociale: Via di mezzo tra gruppo e categoria, raggruppamento provvisorio di persone anonime e disorganizzate (es. tifosi allo stadio).
  • Casta e Ceto: La casta è una differenziazione chiusa per nascita. Il ceto indica il rango dell’individuo, dato dallo stile di vita e dallo status sociale.
  • Classe Sociale: Insieme di individui nelle stesse condizioni sociali, con interessi comuni e organizzazione strutturata, capaci di azione collettiva (Marx). Una differenziazione tra gruppo e categoria, con dinamicità potenziale per il mutamento sociale. La crisi del concetto di classe è legata all’evoluzione post-industriale e alla globalizzazione.

4. Socializzazione

Processo di apprendimento dei valori, credenze e comportamenti sociali, meccanismo di trasmissione culturale intergenerazionale.

  • Fasi:Primaria: Infanzia, elementi fondamentali della socializzazione, forte legame emotivo con l’agente socializzante (famiglia). Crea l’habitus culturale (Bourdieu), riproducendo disuguaglianze.
  • Secondaria: Si innesta sulla primaria, legata a sottomondi istituzionalizzati (scuola, lavoro), con legami più impersonali.
  • Agenti di Socializzazione: Famiglia, scuola (curriculum nascosto), media, gruppo dei pari, luogo di lavoro, religione, istituzioni totali (Goffman).
  • Riti di Passaggio: Scandiscono le tappe della vita sociale (separazione, transizione, reintegrazione – van Gennep).
  • Costruzione del Sé: Prodotto dei rapporti sociali.
  • Sé-specchio (Cooley): Come pensiamo che gli altri pensino e giudichino noi.
  • Io e Me (Mead): Io (impulsivo-creativo) e Me (assorbimento dei comportamenti altrui). Il sé si costruisce in quattro fasi di gioco.
  • Teorie Fondamentali della Socializzazione:Psicanalitica (Freud): Adattamento forzato, irriducibilità del conflitto individuo/società. L’Ego media tra Es (pulsioni) e Super-ego (regole sociali).
  • Interazionista (Mead): Individuo e società interdipendenti, sé sviluppato nell’interazione, socializzazione come apprendimento dei ruoli.
  • Struttural-Funzionalista (Parsons): Piena integrazione del singolo. Famiglia nucleare come gruppo sociale funzionale alla propagazione della specie. Non contempla la devianza, il conflitto è patologico.
  • Teoria del Conflitto (Marx): Socializzazione come soppressione della creatività umana, adattamento alle forme sociali.

5. La Cultura

Simmel distingue tra concezione umanistico-spirituale e antropologica. Quest’ultima, più ampia, è un insieme di valori, definizioni di realtà, codici di comportamento condivisi da un gruppo (Taylor).

  • Aspetti: Ciò che gli uomini pensano, fanno, producono. È appresa e condivisa.
  • Weber: La cultura è “sezione finita dell’infinità priva di senso nel divenire del mondo, a cui è attribuito senso e significato dal punto di vista dell’uomo”.
  • Valori e Norme: I valori sono la traduzione delle norme sociali, proiettati nel futuro come modello per la società, fondamento del consenso. La loro variazione è lenta (legge dell’imitazione di Tarde).

6. Migrazioni ed Etnie

Fenomeni causati da fattori push e pull, con diversi modelli di regolazione dell’immigrazione (storico, selettivo, lavoratori ospiti, chiusura crescente).

  • Sotto-fenomeni: Immigrati della diaspora (mantenimento dell’identità culturale), rifugiati (fuga da persecuzioni).
  • Concetti: Razza (caratteristiche fisiche significative), Etnia (tradizione culturale condivisa). Usati spesso per giustificare disuguaglianze.
  • Dinamica Maggioritari/Minoritari: Si muove su stereotipi e pregiudizi, influenzando i modelli di interazione (discriminazione, pluralismo, ibridazione, assimilazione, segregazione, genocidio).

7. Stratificazione Sociale

Processo per cui le disuguaglianze sociali si trasmettono di generazione in generazione, creando “strati” con accesso ineguale a ricchezza, potere e prestigio.

  • Evoluzione: Dalla società pre-industriale (statica) a quella industriale (più mobile). La società di massa ha compattato gli strati tramite l’omologazione dei consumi.
  • Classi Sociali (Giddens): Classe superiore, classe media, classe operaia (in declino e “imborghesita”), sottoproletariato (il gradino più basso, dipendente dal welfare).

8. Genere e Sessualità

La teoria del gender afferma che le differenze tra i sessi sono fisiche, mentre quelle di genere derivano da condizionamenti culturali e aspettative sociali.

  • Movimento Suffragista: Ha promosso l’uguaglianza di genere, a partire dalla Dichiarazione di Seneca Falls (1848).
  • Concetto di Gender (John Money, anni ’50): Distingue il gender role e l’identità di genere dal sesso biologico, assumendo un ruolo di genere che una società attribuisce.

9. Mutamento e Globalizzazione

Il mutamento sociale è la trasformazione dei modelli strutturali o culturali nel tempo.

  • Teorie: Funzionalista (aumento differenziazione), Conflitto (Simmel, Coser, Dahrendorf: il conflitto può portare all’ordine), Materialista (Marx, Ogburn: ritardo culturale), Idealista (Weber: cambiamento delle idee).
  • Globalizzazione: Insieme di processi planetari che portano a crescente interconnessione (economia, cultura, tecnologia, identità transnazionali, città globali, movimenti sociali). Bauman identifica la mobilità come chiave, con l’affermarsi dei “non-luoghi”.

10. Movimenti Sociali

Movimenti organizzati, continui e collettivi formati da individui privi di potere significativo per perseguire obiettivi non raggiungibili per vie istituzionali.

  • Nascita: In corrispondenza di mutamenti sociali.
  • Squilibrio di Potere: Affrontato con l’organizzazione del movimento.
  • Repertorio di Protesta: Logica del danno (sciopero, boicottaggio), logica dei numeri (cortei, petizioni), logica della testimonianza (disobbedienza civile, non-violenza).
  • Framing: Interpretazione dei cambiamenti, creazione identità collettiva, ottenimento appoggio tramite comunicazione.
  • Mobilitazione delle Risorse: Economiche e umane.
  • Opportunità Politiche: Fatti di cronaca, condizioni politico-istituzionali, media, altri movimenti.
  • Declino: Naturale a seguito di nuove situazioni, sconfitta o vittoria (con istituzionalizzazione del cambiamento).

Sezione 4: Monografie e Approfondimenti

1. “Il Dominio” di Georg Simmel

Simmel analizza il dominio come una relazione circolare e di scambio reciproco tra dominante e dominato.

  • Interazione nel Dominio: Il dominato è un soggetto attivo che influenza il dominante. “Tutti i condottieri vengono condotti […] il padrone è lo schiavo dei suoi schiavi”.
  • Autorità e Prestigio: L’autorità ha dimensione oggettiva e soggettiva, il prestigio solo soggettiva (capacità di influenzare emotivamente).
  • Reificazione: Il dominio si trasforma in reificazione quando il dominato è usato in modo strumentale (come mezzo, non come fine).
  • Configurazioni del Dominio: Di un singolo (livellamento dei sottoposti per evitare minacce), di gruppi (dei molti vs. della folla). Il dominio dei molti è più impersonale, portando alla spersonalizzazione e alla perdita di responsabilità individuale.
  • Conflitto Interno ai Dominanti: Divisioni nel gruppo dominante possono portare vantaggi ai dominati.
  • Principio Impersonale: Dominio esercitato da un’idea o forza sociale.

2. “In Disparte”

Quest’opera si basa sulla definizione simmeliana del “povero” e dello spazio, integrando i concetti di “non-luogo” di Bauman e Augé.

  • Esistenze Marginali: Comunità di migranti (clandestini e non) che creano nuovi spazi di socialità in luoghi ignorati dalla società.
  • Luoghi “In Disparte” a Roma: Mense (spazi di nessuno, incontri casuali, socievolezza distaccata dai volontari), mercatino ucraino di Ponte Mammolo (luogo di aggregazione e solidarietà, realtà organizzata nonostante il disordine), stazione Anagnina (da non-luogo a rifugio e luogo di aggregazione).
  • Clandestinità: La tendopoli della comunità afghana alla stazione Ostiense, dove gli “scarti della globalizzazione” (Bauman) reinventano il mondo e gli oggetti in condizioni senza tutele.
  • Tempo e Spazio: Dimensioni astratte e concrete. Durkheim sottolinea l’eterogeneità e la relatività determinate dalle rappresentazioni collettive. Simmel vede lo spazio come un a priori logico e percettivo, un’attività dell’anima che fonda e traduce i fenomeni sociali.
  • Caratteristiche dello Spazio (Simmel): Esclusività, confine, fissazione, categorie di vicinanza e distanza.
  • Non-Luoghi (Augé): Con la globalizzazione, tempo e spazio perdono la capacità di fissare l’individuo. I non-luoghi (aeroporti, stazioni, centri commerciali) sono funzionali, astorici, organizzati per il consumo e non per la relazione, promuovendo la solitudine e la similitudine degli individui identificati come “utenti”.

3. “Il Povero” di Georg Simmel

La tesi centrale è che il povero è riconosciuto come tale dalla società solo quando riceve assistenza.

  • Assistenza come Pretesa: Diritto del povero per appartenenza a una cerchia sociale.
  • Assistenza per Soddisfare il Donatore: Il povero diventa l’obiettivo dell’interesse altrui.
  • Assistenza per Stabilità Sociale: Mantenimento della struttura sociale attenuando le differenze, escludendo il povero dall’avere un “diritto” al soccorso.
  • Condizione del Povero: È sia dentro che fuori la società, integrato ma come ultimo strato. Esiste quando riceve assistenza e smette di esistere quando l’azione di solidarietà è compiuta.
  • Tipo di Assistenza: Ibrida tra aiuti pubblici (povertà generale) e beneficenza privata (dignità del povero).

Sezione 5: La Crisi delle Certezze e il Pensiero Filosofico (Fine ‘800 – Inizio ‘900)

Il periodo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento è caratterizzato da una profonda “crisi delle certezze dell’uomo”, una vera rivoluzione che investe tutti i campi del sapere. Viene messa in discussione la ragione classica, la centralità dell’uomo, l’esistenza di una verità assoluta, a favore di una molteplicità di prospettive e un totale relativismo.

1. Precursori della Crisi: Schopenhauer e Kierkegaard

Questi filosofi, pur antagonisti all’idealismo e al positivismo del loro tempo, anticipano molti dei temi della crisi.

  • Arthur Schopenhauer (1788-1860):”Il mondo come volontà e rappresentazione”: La realtà è duplice: Fenomeno (illusione, rappresentazione mentale) e Noumeno (la “Cosa in sé”, che per Schopenhauer è la “Volontà di vivere”).
  • Volontà di vivere: Energia cieca, inconscia, unica, eterna, incausata e senza scopo, che si manifesta in tutti gli esseri viventi. Solo l’uomo ne ha consapevolezza.
  • Dolore e Noia: Volere significa essere mancanti, quindi soffrire. Il piacere è solo una temporanea cessazione del dolore. La vita è un pendolo tra dolore e noia.
  • Liberazione dal Dolore: Non attraverso il suicidio (che è un’affermazione della volontà), ma attraverso:
  • Arte: Conoscenza disinteressata delle idee, sottrae l’individuo alla catena dei bisogni.
  • Morale: Superamento dell’egoismo attraverso la pietà (non dalla ragione, ma dall’esperienza vissuta) che si concretizza in giustizia e carità.
  • Nolontà (Ascesi): Soppressione della Volontà di vivere attraverso l’astensione dal piacevole, ricerca dello spiacevole, fino all’esperienza del nulla.
  • Søren Kierkegaard (1813-1855):Critica a Hegel: L’esistenza è sempre del singolo, irriducibile a sistema. Primato della soggettività e della possibilità.
  • Angoscia e Disperazione: L’angoscia è la “vertigine” della libertà, la consapevolezza che “tutto è possibile” ma anche il rischio dello scacco, del nulla. La disperazione è l’impossibilità dell’io di volere se stesso o di essere altro da sé, una “malattia mortale”.
  • Fede: Unico esito positivo. Un “salto qualitativo” al di là della comprensione razionale, accettando l’assurdo. La fede è soggettiva, un rapporto individuale con Dio.
  • Tre Stadi Esistenziali:Estetico: Ricerca del piacere e del godimento immediato (Don Giovanni), vita frammentata senza storia, esito nella disperazione superficiale.
  • Etico: Scelta, impegno, universalità del dovere (il marito), continuità nel tempo. Esito nel pentimento, che introduce al peccato.
  • Religioso: Sospensione dell’etica, rapporto assoluto e solitario con Dio (Abramo). La fede è rischio e paradosso, afferma la superiorità del singolo rispetto all’universale.

2. La Crisi nell’Arte e nella Letteratura

  • Giacomo Leopardi (1798-1837):Pessimismo Storico → Cosmico → Titanismo: Dalla Natura benigna che nasconde l’infelicità (pessimismo storico) alla Natura “matrigna” indifferente (pessimismo cosmico), fino alla solidarietà umana nella lotta impari contro la Natura (titanismo).
  • Rifiuto delle Illusioni: La ragione distrugge le illusioni sulla felicità. L’unica grandezza dell’uomo è riconoscere la propria miseria.
  • Decadentismo: Movimento artistico-letterario di fine ‘800, reazione al positivismo. Si concentra sul mistero della realtà e la scoperta dell’inconscio, dell’istinto (Bergson, Nietzsche).
  • Poetica: La poesia come unica via per attingere al mistero, espressione intuitiva, alogica, simbolica. Linguaggio evocativo, del frammento.
  • Estetismo: Ricerca esasperata di raffinatezza, culto della bellezza (D’Annunzio). Trasformazione della vita in opera d’arte.
  • Giovanni Pascoli (1855-1912):Poetica del Fanciullino: Ritorno all’infanzia, mondo rassicurante. Il fanciullo vede la realtà con meraviglia, scopre la poesia nelle cose. Linguaggio non razionale, intuitivo, alogico, basato su analogie e simboli (onomatopee). Funzione morale e sociale della poesia.
  • Miti: Nido (famiglia), siepe (autarchia della piccola borghesia), campo santo (presenze dei morti).
  • Gabriele D’Annunzio (1863-1938):”Il piacere” (1889): Introduce il decadentismo e l’estetismo in Italia. Il protagonista Andrea Sperelli incarna il dandy, votato all’edonismo e al culto dell’arte come valore assoluto. L’arte è l’unica fonte di gioia pura, capace di raggiungere l’Assoluto.
  • Superuomo: Concezione influenzata da Nietzsche ma rielaborata come eroe dominatore, con volontà di violenza, disprezzo per la plebe, rifiuto di libertà e uguaglianza. Vita inapplicabile, personaggi degenerati, destinati al fallimento.
  • Panismo: Rapporto mistico-magico con la natura, abbandono a un flusso istintivo e irrazionale (Alcione).

3. Friedrich Nietzsche: Volontà di Potenza e Morte di Dio

Nietzsche è un “maestro del sospetto”, che porta la crisi delle certezze a una consapevolezza radicale.

  • Dionisiaco e Apollineo: Nella “Nascita della tragedia”, identifica due forze dello spirito greco: Dionisiaco (istintività, irrazionalità, caos, dolore ma anche forza generatrice) e Apollineo (ordine, armonia, illusione che rende la vita accettabile). La civiltà occidentale è decadente da Socrate, che ha sconfitto lo spirito dionisiaco.
  • Accettazione Integrale della Vita: Nietzsche è un discepolo di Dioniso, un “sì totale” al mondo, che trasforma dolore in gioia, lotta in armonia. Virtù sono le passioni che affermano la vita (“fierezza, gioia, salute, amore sessuale, inimicizia e guerra”).
  • Critica della Morale e del Cristianesimo: Accusati di essere contro la vita. La morale è una costruzione umana, proiezione di tendenze. La morale dei “signori” (forza, gioia) è stata soppiantata dalla morale degli “schiavi” (abnegazione, disinteresse, sacrificio), promossa dai sacerdoti per invidia e desiderio di rivalsa. Il cristianesimo ha prodotto un uomo malato e represso.
  • Morte di Dio: Dio è il simbolo di ogni prospettiva anti-mondana, la personificazione di tutte le certezze metafisiche che l’umanità ha costruito per sopportare la durezza dell’esistenza. La “morte di Dio” è la constatazione che oltre gli uomini c’è solo il nulla, l’irruzione del nichilismo nel mondo moderno.
  • Superuomo: Colui che, accettando la morte di Dio e la caoticità del mondo, è pronto a varcare l’abisso che separa l’uomo dal superuomo. Progetta liberamente la propria esistenza.
  • Eterno Ritorno dell’Uguale: Il tempo non ha fine né scopo, gli eventi si ripetono eternamente. Un uomo perfettamente felice desidererebbe l’eterna ripetizione di ogni attimo della propria vita. L’amor fati è la volontà di affermare questa legge universale.
  • Volontà di Potenza: La volontà dell’individuo di affermarsi come volontà di fronte alla nullità dei valori. La morte di Dio libera l’uomo a essere padrone del proprio destino e affermare la propria prospettiva del mondo.

4. Sigmund Freud e la Psicoanalisi

Freud, un altro “maestro del sospetto”, sviluppa tesi vicine a quelle di Nietzsche pur partendo da presupposti diversi, segno della crisi epocale delle certezze.

  • Scoperta dell’Inconscio: La maggior parte della vita mentale si svolge nell’inconscio, la realtà abissale primaria. Il conscio è solo una manifestazione visibile. L’inconscio si divide in Preconscio (ricordi recuperabili) e Rimosso (elementi psichici stabilmente inconsci).
  • Metodi per Accedere al Rimosso: Associazioni libere, analisi del transfert (trasferimento di stati d’animo infantili sull’analista).
  • Scomposizione Psicoanalitica della Personalità:Es: Forza impersonale e caotica, matrice originaria della psiche, obbedisce al principio del piacere (impulsi sessuali della libido).
  • Super-io: Coscienza morale, insieme delle proibizioni interiorizzate (autorità parentale e sociale).
  • Io: Parte organizzata della personalità che media tra Es, Super-io e mondo esterno, equilibrando le passioni. Il confine tra normalità e anormalità è sottile.
  • Sogni, Atti Mancati, Sintomi Nevrotici: Manifestazioni dell’inconscio. I sogni sono l’appagamento camuffato di un desiderio rimosso. Gli atti mancati sono compromessi tra intenzione cosciente e pensieri inconsci. I sintomi nevrotici derivano da impulsi rimossi di natura sessuale.
  • Teoria della Sessualità: Amplia il concetto di sessualità oltre la genitalità, introducendo la libido come energia che si localizza nelle “zone erogene”. Il bambino è un “essere perverso polimorfo”.
  • Fasi Psicosessuali: Orale, anale, genitale (fallica e genitale in senso stretto).
  • Complesso di Edipo: Attaccamento libidico al genitore di sesso opposto e ambivalenza verso quello dello stesso sesso.
  • Religione e Civiltà: Le rappresentazioni religiose sono “illusioni”, appagamenti di desideri infantili di protezione, proiezione del Super-io. La civiltà implica un “costo libidico”, deviando la ricerca del piacere in prestazioni sociali.
  • Pessimismo Realistico: La sofferenza è strutturale alla vita.
  • Pulsioni: Eros (conservare e unire) e Thanatos (distruggere e uccidere). La vita è una lotta tra queste due tendenze.
  • Critica al Marxismo: L’aggressività non può essere eliminata; la società, con le sue norme, preserva l’uomo dall’autodistruzione.

5. Wilhelm Dilthey: Scienze dello Spirito ed Ermeneutica

Dilthey, padre dello storicismo, si stacca dall’idealismo e dal razionalismo positivista per valorizzare l’esperienza concreta e la storicità dell’uomo.

  • Erlebnis (Esperienza vissuta): Parola chiave della sua filosofia, un’esperienza interiore che consente di conoscere oggetti ed eventi storici, componente dinamica della vita psichica.
  • Critica al Neocriticismo: L’uomo non è isolato, ma un essere storico per eccellenza, con un’interiorità che include volontà e sentimento, non solo ragione.
  • Fondazione delle Scienze dello Spirito (Geisteswissenschaften): Battaglia neoromantica e anti-positivistica per valorizzare l’individuale e irripetibile nell’essere umano, affermando la superiorità del fatto umano colto nella sua concretezza esperienziale.
  • Compito della Filosofia: Non costruire metafisiche, ma comprendere i momenti storici in cui l’uomo si realizza e cogliere i legami tra individuo, società e tempo. Filosofia come “relativismo storico”, storicizzando ogni prodotto del pensiero.
  • Comprendere (Verstehen) vs. Spiegare (Erklären): Il comprendere è proprio delle scienze dello spirito (cerca il caso singolo nella sua storicità, riferendosi al “vissuto” dell’autore), lo spiegare è delle scienze della natura (cerca le cause del fatto da ricondurre a legge universale).
  • Valore della Conoscenza Storica: La coscienza storica della finitudine di ogni fenomeno e della relatività di ogni forma di fede è l’ultimo passo verso la liberazione dell’uomo, permettendo di attribuire senso a ogni Erlebnis.
  • Superamento del Relativismo: Dilthey tenta di superare il relativismo attraverso una “accettazione integrale della vita” e riconoscendo all’uomo la capacità di costituire sensi di natura storica, adeguati alle sue necessità finite.
  • Gnoseologia, Psicologia, Pedagogia: La psicologia è la prima delle scienze dello spirito, studiando l’unità di vita psicofisica dell’uomo. Da essa si ricavano i “tipi” di vita che agiscono come regole universali della pedagogia.
  • Pedagogia (Bildung): “Sviluppo e fine di ogni vera filosofia”. Un sapere eminentemente pratico e storicamente determinato, incentrato sulla formazione integrale del soggetto attraverso la cultura. L’educatore ha il ruolo di promuovere l’esperienza interiore, suscitare l’interesse verso il sapere e guidare la scoperta delle inclinazioni personali.

Sezione 6: La Pandemia di COVID-19 in Prospettiva Sociologica

La pandemia ha rappresentato una rara opportunità di studio per gli scienziati sociali, richiamando concetti come istituzioni totali, anomia, incertezza e rischio.

  • Riscoperta del “Sacro”: Azioni quotidiane prima banali (uscire, incontrare amici) hanno acquisito una nuova “sacralità” (Le Breton).
  • Ritirata Sociale: La società ipersocializzata si è “ritirata” nell’individualità, le relazioni sociali sono state private di spazio fisico (Marchetti).
  • Istituzioni “Totali”: La famiglia, in modo eccezionale, è diventata un’istituzione “totale” (Romeo). Le istituzioni hanno fornito sicurezza in un contesto di paura, cercando di “risocializzare” gli uomini al rispetto di nuove norme (es. distanziamento fisico).
  • Compromissione della Libertà Personale: Le nuove norme sociali hanno ridotto la libertà individuale.
  • Angoscia e Paura: Condizione accentuata dalla pandemia, con un senso di smarrimento e frustrazione per l’incapacità delle istituzioni di trovare soluzioni rapide. La solitudine dei malati e la morte solitaria richiamano Elias (Rossi).
  • Rapporto con l’Altro: Il distanziamento sociale ha creato confini invalicabili, con il rischio di vedere l’altro come un nemico. Si è però aperta la possibilità a nuove forme di relazione sociale a distanza.
  • Tecnologia e Lavoro: Il ricorso sistematico allo smart working ha modificato radicalmente il modo di lavorare (Ruzzeddu).
  • Controllo e Sorveglianza: La necessità di tracciare minacce e fonti di contagio ha portato al ricorso a sistemi di sorveglianza, con esclusione degli “sgraditi”.
  • Futuro: La pandemia lascia aperta la scelta tra un futuro di controllo totalitario e isolamento nazionalista o di responsabilità individuale e cooperazione internazionale (Harari).

Sezione 7: Epistemologia e Ricerca Psicosociale

  • Karl Raimund Popper: L’approccio scientifico si basa sulla falsificabilità delle teorie, non sulla loro verificabilità. “Non dobbiamo essere protettivi nei confronti delle nostre teorie preferite. Al contrario, dobbiamo tentare di rovesciarle”.
  • Osservazione Partecipante in Antropologia: Malinowski ha imposto questa prassi, ma con retoriche di “camaleontismo etnografico”. Tuttavia, l’antropologo non può mai “essere uno di loro” o “sentirsi come loro”. L’esperienza del “sentirsi” è emotiva, non intellettuale.
  • Critica all’Empatia Diltheyana: L’immedesimazione totale presupposta dall’empatia è inattuabile. Si può essere solo sé stessi, sebbene il proprio “punto di vista” sia privato, idiosincratico e storico.
  • “Punto di Vista Nativo”: È una “chimera”. È più corretto parlare di “punti di vista” differenziali soggettivamente presentificati. La ricerca dovrebbe mirare a un “buon punto di osservazione” dei mezzi semiotici e storico-sociali con cui i membri di un gruppo performano il loro punto di vista.
  • Fusione del “Pensiero” (Geertz): Il termine “pensiero” può essere inteso come “processo” o “prodotto”. L’antropologo cerca l’accesso ai prodotti sociali del pensiero.
  • Ermeneutica e Scienze Sociali: Passare dalla spiegazione causale alla collocazione in forme locali di conoscenza. L’imparzialità, la generalità e i fondamenti empirici sono contrassegni della scienza. L’approccio ermeneutico si trova tra descrizione e valutazione.
  • Rilevazioni di Malinowski: La pubblicazione postuma dei suoi diari ha ufficializzato che nemmeno i migliori scienziati possono spogliarsi dei propri pregiudizi e della propria storicità, portando a una “rivoluzione paradigmatica” e al riconoscimento dei limiti intrinseci della disciplina. Questo ha contribuito a liberare l’antropologia dal giogo positivista-scientista, accasandosi come prassi ermeneutica.
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