Il 2 agosto 2026, dalla residenza di Mar-a-Lago, l’ex presidente Donald Trump ha annunciato un’intesa con l’Iran sullo Stretto di Hormuz, aggiungendo che presto ci sarebbe stato un accordo sul nucleare. Poche ore dopo, i media di Stato iraniani hanno smentito seccamente. Un episodio di ordinaria liturgia diplomatica? Forse. Ma anche un dilemma etico che Immanuel Kant avrebbe risolto con tagliente chiarezza. Mentire in politica, anche per ottenere un vantaggio strategico, viola l’imperativo categorico, il principio morale che esige di agire solo secondo massime universalizzabili.
Il test dell’universalità applicato alla menzogna
Nella Fondazione della metafisica dei costumi (1785), Kant formula il celebre imperativo: «Agisci soltanto secondo quella massima che tu puoi volere, al tempo stesso, che divenga una legge universale». La menzogna non regge a questo test. Se mentire fosse una legge universale, promesse e comunicazione perderebbero ogni significato, perché nessuno crederebbe più a nessuno. Mentire è un “parassita morale”: chi lo fa vorrebbe che gli altri dicessero la verità per trarne profitto, ma se tutti lo facessero il mondo diventerebbe invivibile. Nel caso della dichiarazione di Trump, se fosse falsa, la massima sottostante («posso affermare un accordo inesistente per accreditarmi sulla scena globale») non può essere voluta come legge universale: produrrebbe una diplomazia di specchi annebbiati, dove nessuna intesa sarebbe mai affidabile.

L’esempio radicale e le sue critiche
La posizione kantiana è spietata. Nel saggio Su un presunto diritto di mentire per amore dell’umanità (1797), Kant immagina un assassino che cerchi un amico nascosto in casa. Anche in quel caso, mentire è illecito. Si può tacere, ma dichiarare il falso renderebbe responsabili delle conseguenze. La critica è immediata: sembra un dogmatismo che ignora il buon senso e l’urgenza di salvare vite. Da un punto di vista consequenzialista, mentire sarebbe doveroso. Ma il rigore di Kant mette a nudo un meccanismo fondamentale: la fiducia generalizzata è il collante della cooperazione umana. Ogni menzogna, anche se ben intenzionata, erode questo bene pubblico.
Oltre Kant: Weber e la responsabilità politica
Max Weber, nel saggio La politica come professione (1919), introduce una distinzione cruciale. L’etica della convinzione (Gesinnungsethik) segue principi assoluti senza badare alle conseguenze; l’etica della responsabilità (Verantwortungsethik) tiene conto delle conseguenze prevedibili. Un politico responsabile non può sempre attenersi a un codice morale puro: deve calcolare i rischi, proteggere la collettività, accettare sporcature morali. Weber non giustifica la menzogna spensierata, ma suggerisce che in politica alcune deviazioni dalla verità possono essere moralmente ponderate, a patto di sobbarcarsene il peso. È una prospettiva che molti commentatori hanno evocato di fronte alla diplomazia muscolare di Trump: forse la sua esternazione non era una menzogna, ma un tentativo di plasmare il contesto negoziale, un bluff calcolato. Kant non avrebbe accettato la scusa: il bluff è una forma di inganno, e l’inganno è sempre condannabile.
Virtù e realismo: le alternative filosofiche
L’etica della virtù di matrice aristotelica offrirebbe un terzo sguardo. L’uomo virtuoso è sinceramente veritiero, ma la phronesis (saggezza pratica) può consentire di modulare il discorso in base alle circostanze, senza mai tradire il fine ultimo della polis. Anche il realismo politico, da Tucidide a Morgenthau, negherebbe rilevanza alla morale: gli Stati agiscono per interesse, e la verità è solo uno strumento tra gli altri. Kant appare, in questo panorama, come un faro eccentrico: richiama la politica a un’altezza etica che la prassi raramente raggiunge.
Dichiarare il falso per ottenere un vantaggio diplomatico.
Immaginare un mondo in cui tutti i leader
Analisi originale della redazione di Edizioni Karma, elaborata con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisione editoriale. Le fonti giornalistiche e scientifiche sono citate nel testo. Come nascono i nostri articoli.
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