Un estratto dai lavori di Jean Piaget affronta i temi della fase sensomotoria, in particolare la manipolazione degli oggetti, lo sviluppo del sé corporeo e le prime forme di comprensione della causa-effetto. Il testo è tratto da “La nascita dell’intelligenza nel bambino” (1936), opera fondamentale per lo sviluppo cognitivo nei primi anni di vita.
La prima forma di conoscenza che il bambino acquisisce è costituita dall’intelligenza pratica, fondata sull’azione. Non c’è ancora un pensiero cosciente o simbolico, ma una coordinazione delle azioni che si sviluppa attraverso l’interazione con l’ambiente. Durante i primi mesi di vita, l’attività del bambino è dominata dai riflessi, come la suzione e la prensione, che si ripetono in modo circolare: il bambino si interessa all’azione in sé, senza alcuna intenzione di ottenere un risultato.
Successivamente, con l’acquisizione della coordinazione visuo-manuale, il bambino inizia a scoprire che può manipolare gli oggetti in modo intenzionale. È attraverso la manipolazione che scopre le prime relazioni tra mezzi e fini: se tira un cordone, un giocattolo si avvicina; se scuote un sonaglio, produce un suono. Queste esperienze lo portano a sviluppare la nozione di causalità pratica, base per una comprensione più complessa della causa-effetto. Per approfondire il confronto con altre teorie, si veda Il Cognitivismo e il Declino del Comportamentismo: Il Contributo di Jerome Bruner.

La comprensione della permanenza dell’oggetto rappresenta una delle conquiste più importanti di questa fase. All’inizio, il bambino non capisce che un oggetto continua a esistere quando è fuori dalla sua vista. Solo gradualmente, attraverso la manipolazione e l’interazione con l’ambiente, acquisisce la capacità di rappresentarsi mentalmente l’oggetto assente. Ciò riflette una transizione dalla pura percezione e azione alla capacità di costruire rappresentazioni mentali, preludio al pensiero simbolico. Per un’analisi delle fasi successive, si veda La fase delle operazioni concrete (7-11 anni): Sviluppo cognitivo e logico.
L’intelligenza sensomotoria è quindi caratterizzata dall’esplorazione attiva del mondo e dalla progressiva interiorizzazione delle azioni. Il bambino non agisce più solo per riflesso, ma inizia a coordinare i propri movimenti e a riconoscere se stesso come agente attivo nel mondo. Questo sviluppo del sé corporeo è essenziale per il passaggio verso forme più avanzate di pensiero.
Schema concettuale della fase sensomotoria
Tabella comparativa: fasi dello sviluppo sensomotorio
| Sottostadio | Età approssimativa | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| 1. Esercizio dei riflessi | 0-1 mese | Riflessi innati (suzione, prensione); nessuna intenzionalità |
| 2. Reazioni circolari primarie | 1-4 mesi | Ripetizione di azioni sul corpo; prime coordinazioni |
| 3. Reazioni circolari secondarie | 4-8 mesi | Ripetizione di azioni su oggetti; intenzionalità rudimentale |
| 4. Coordinazione schemi secondari | 8-12 mesi | Uso di mezzi per ottenere fini; causalità pratica |
| 5. Reazioni circolari terziarie | 12-18 mesi | Sperimentazione attiva; scoperta di nuovi mezzi |
| 6. Invenzione di nuovi mezzi | 18-24 mesi | Rappresentazione mentale; permanenza dell’oggetto |
Per un approfondimento sulle teorie di Piaget e il confronto con altri autori, si veda Jean Piaget, Émile Durkheim e John Dewey – La conservazione. Inoltre, per un collegamento con il cognitivismo di Bruner, consultare Il Cognitivismo di Jerome Bruner: Dal New Look of Perception alla Psicanalisi.
Domande frequenti
Cosa si intende per intelligenza sensomotoria?
È la forma di intelligenza che si sviluppa nei primi due anni di vita, basata sull’azione e sulla percezione, senza ricorrere a simboli o pensiero astratto. Il bambino conosce il mondo attraverso i sensi e i movimenti.
Qual è il ruolo della permanenza dell’oggetto?
La permanenza dell’oggetto è la consapevolezza che un oggetto continua a esistere anche quando non è visibile. Piaget la considera una conquista fondamentale che segna il passaggio dalla fase sensomotoria al pensiero rappresentativo.
Come si sviluppa la causalità nel bambino secondo Piaget?
Inizialmente il bambino non distingue tra le sue azioni e gli effetti esterni. Gradualmente, attraverso la manipolazione, scopre relazioni mezzi-fini: ad esempio, tirare un cordone per far muovere un giocattolo. Questa è la base della causalità pratica.