Che cos’è il tempo?

Ontologia

CHE COS’È IL TEMPO?

L’ontologia è una sorta di grande catalogo che cerca di rispondere alla domanda: “che cosa esiste?”. Certamente nel mondo ci sono oggetti fisici come alberi e sedie, e oggetti sociali come il denaro e i contratti. Ma che dire degli oggetti che sono esistiti ma ora non ci sono più, come la Biblioteca di Alessandria d’Egitto? O di quelli che ancora non esistono, come il primo nato dell’anno 2030 o il futuro presidente degli Stati Uniti? Chiedersi cosa esiste significa chiedersi cosa esiste nel tempo.

Cerchiamo dunque di capire meglio cosa sia il tempo secondo scienziati e filosofi.

Samuele Iaquinto, Giuliano Torrengo – Ontologia del TEMPO

Che cosa esiste?

La risposta più ovvia sembra essere: esiste tutto ciò che c’è. Ma il fatto che alcune cose non siano attualmente presenti significa che non hanno una realtà propria? La risposta dipende dall’ontologia che si utilizza per compilare il catalogo degli enti.

Esistono i dinosauri? A meno di non mettere in discussione le evidenze paleontologiche o dubitare della loro distinzione, la risposta appare scontata: no, i dinosauri non esistono più, dato che si sono estinti circa sessantasei milioni di anni fa. Tuttavia, possiamo considerarli alla pari di creature fantastiche come Hobbit o Wookie, di cui diciamo che non esistono? Rispondere a questa domanda richiede più cautela. Anche se i dinosauri non esistono più, sono pur sempre esistiti in passato. Dunque, se da una parte il senso comune ci porta a negare l’esistenza dei dinosauri, dall’altra la riflessione ci suggerisce che fanno parte della realtà, sebbene in modo diverso rispetto a esseri immaginari come Hobbit e Wookie.

Considerazioni simili possono essere fatte per entità che ci aspettiamo esisteranno nel futuro. Attualmente, non esistono avamposti umani su Marte, ma c’è qualcosa di strano nell’escluderli dalla realtà al pari di Babbo Natale o Sherlock Holmes. Gli avamposti marziani, in un certo senso, sono in attesa di diventare parte della realtà, cosa che non si può dire di Babbo Natale.

Esistere significa essere presenti

Nel dibattito filosofico contemporaneo, le questioni di ontologia temporale, ossia l’esistenza di entità nel passato, presente e futuro, occupano un ruolo di primo piano. In particolare, uno dei temi chiave è la connessione fra esistenza e presenza. Alcuni filosofi, chiamati presentisti, sostengono che esistere è strettamente connesso all’essere presenti. Riprendendo gli esempi precedenti, i dinosauri non esistono più perché hanno perso la proprietà di essere presenti, di cui invece noi e ciò che ci circonda godiamo ancora. Un giorno anche noi smetteremo di essere presenti e, come i dinosauri, cesseremo di esistere.

Analogamente, gli avamposti marziani non esistono ancora perché non possiedono la proprietà di essere presenti. Secondo il presentismo, questi cambiamenti devono essere intesi come sostanziali e parte integrante di una corretta descrizione della realtà.


Gli autori

Samuele Iaquinto e Giuliano Torrengo sono ricercatori presso il Centre for Philosophy of Time dell’Università degli Studi di Milano, che organizza seminari e workshop su questioni legate alla natura del tempo e al nostro rapporto con il passato e il futuro. Questo estratto proviene dal loro libro “Filosofia del futuro” (2018), nato a seguito di un laboratorio di metafisica del futuro tenutosi nel 2016.

Leo Caillard, Seno di Venere, particolare, 2017.

Ontologia

Quando qualcosa smette di essere presente o quando inizia a esserlo, siamo di fronte a un cambiamento della realtà nel suo complesso, un cambiamento nell’inventario del mondo.

Esistenza senza presenza

Altri filosofi, distanziandosi dal senso comune, sostengono che i dinosauri esistano, benché non siano presenti. Secondo loro, la nozione di esistenza deve essere distinta da quella di presenza: nulla vieta che esistano oggetti che non possiedono la proprietà di essere presenti. In questo senso, i dinosauri esisterebbero come noi, ma mentre noi siamo entità presenti, loro sono entità passate. Di conseguenza, non vi è un vero cambiamento nella realtà per il fatto che i dinosauri cessarono di esistere sessantasei milioni di anni fa.

Considerazioni simili si applicano a domande sul futuro, come: “Esiste il primo bambino che nascerà nel 2023?”. Secondo questa visione, quel bambino esiste già come parte dell’inventario del mondo, ma sotto una categoria diversa: mentre noi siamo presenti, il bambino ricade nella categoria delle entità future.

Nel complesso, esistono almeno quattro tipi di ontologia temporale, distinti dal numero e dalla tipologia delle entità ammesse. Il primo è il presentismo, secondo cui solo il presente esiste. Il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. In questo modello, la nozione di esistenza è strettamente legata alla presenza: tutto ciò che esiste è presente. Per questo motivo non possiamo interagire con il passato o il futuro; non possiamo cacciare un brontosauro, pugnalare Giulio Cesare, o votare per l’ottantanovesimo presidente degli Stati Uniti, perché queste cose semplicemente non esistono più o non ancora.

Un catalogo che si incrementa

Altri filosofi adottano un atteggiamento più inclusivo, ammettendo nel catalogo del mondo sia le entità presenti che quelle passate. Secondo questa teoria, sia il passato che il presente esistono, mentre il futuro non esiste ancora. Alla domanda “Esistono i dinosauri?”, il sostenitore di questa ontologia risponderebbe di sì: i dinosauri esistono, ma come entità del passato.

Ontologia

Nella discussione sull’esistenza, una posizione chiave riguarda la distinzione tra esistere ed essere presente. Alcuni filosofi sostengono che il fatto di non essere presenti non nega l’esistenza di un’entità, mentre altri, più restrittivi, legano strettamente le due nozioni. Vediamo diverse prospettive ontologiche sul tempo.

Incrementismo

Secondo la visione incrementista, sia il passato che il presente esistono, ma il futuro no. Di conseguenza, mentre i dinosauri esistono come entità passate, il primo bambino che nascerà nel 2023 non esiste ancora. Questa posizione nega ogni realtà alle entità future, sostenendo un catalogo del mondo che si arricchisce con il passare del tempo. Le entità passate e presenti formano l’inventario del mondo, mentre quelle future non vi rientrano.

Erosionismo

L’erosionismo, per contro, sostiene che solo il presente e il futuro esistono, mentre il passato no. Seguendo questa visione, i dinosauri non esistono, poiché appartengono al passato, ma il primo bambino che nascerà nel 2023 sì, poiché appartiene al futuro. Questa ontologia ribalta l’incrementismo, enfatizzando il futuro come realtà in divenire e trattando il passato come inesistente.

Eternismo

L’eternismo è la visione più inclusiva e “ricca”, poiché sostiene che tutto esiste: passato, presente e futuro. Secondo questa teoria, i dinosauri, il presente che viviamo e il primo bambino che nascerà nel 2023 sono tutti reali, esistendo su un piano temporale che non discrimina tra epoche. In questo modello, l’intero catalogo del mondo comprende entità passate, presenti e future, tutte con la stessa validità ontologica.


Conclusione

In base a queste diverse ontologie temporali, possiamo distinguere le entità che esistono in base alla posizione adottata: il presentismo ammette solo il presente, l’incrementismo aggiunge il passato, l’erosionismo nega il passato ma include il futuro, mentre l’eternismo include tutto.