Kant e il crack della verità: perché il 62% dubita delle notizie

Milano, 26 luglio 2026. Un caso giudiziario tiene l’Italia col fiato sospeso. Nelle edicole, le prime pagine gridano verità opposte; sui social, ogni utente si trasforma in detective, giudice, testimone. La polizia brancola, i media rilanciano, i cittadini si dividono in fazioni. Ma la domanda sotterranea è una sola: cos’è veramente accaduto? Quella notte, in quella stanza, oltre le immagini sgranate delle telecamere, esiste una verità indipendente da chi la racconta? Immanuel Kant, nel 1781, aveva già preparato la risposta – anche se forse non quella che vorremmo sentirci dire.

Pochi giorni prima, il Reuters Institute for the Study of Journalism pubblicava il suo Digital News Report 2026. I numeri italiani f

Analisi originale della redazione di Edizioni Karma, elaborata con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisione editoriale. Le fonti giornalistiche e scientifiche sono citate nel testo. Come nascono i nostri articoli.

Kant e il crack della verità: perché il 62% dubita delle notizie

«Ciò che oggi si sa fare insieme, domani si sa fare da soli» — per Vygotskij si impara davvero solo nello scambio con gli altri.

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